DOLCETTO
Originario dell’Acquese, si è diffuso largamente nelle aree collinari del Piemonte e relativamente nelle regioni confinanti.

Descrizione
La varietà popolazione è relativamente omogenea, le caratteristiche differenziali riguardano la forma del grappolo, la presenza di acinellatura, la resistenza alle malattie, la facilità di stacco dell’acino, le componenti organolettiche dell’uva.
Germoglio ad apice espanso, verde con sfumature vinose, mediamente tomentoso, con foglioline apicali rosso-vinose, cotonose nella pagina inferiore.
Foglia medio-piccola, un po’ più larga che lunga, tri-quinquelobata, pagina inferiore con leggero tomento, venature rosse alla base della nervatura.
Grappolo medio-grande, piramidale, alato, mediamente compatto o semispargolo, spesso acinellato, acino medio, rotondo, a stacco molto facile, buccia pruinosa, di colore bluastro, sottile, polpa succosa di sapore semplice, dolce.

Attitudini colturali
Vitigno di media vigoria, a germogliamento piuttosto precoce, tralcio discretamente robusto ad internodi medi, vegetazione tendenzialmente equilibrata. Si adatta ai diversi terreni purché non umidi e fertili di collina bene esposti ed a climi asciutti.

Allevamento e potatura
Esige forme di allevamento poco espanse e potature medio-lunghe e non troppo ricche.
Sono indispensabili oculate potature a verde per una regolare maturazione dell’uva.

Produzione
Media e relativamente costante; produzioni abbondanti per ceppo squalificano la tipicità del vino.

Vendemmia
Si consiglia la vendemmia a mano, non può essere attuata quella a macchina per la notevolissima facilità di stacco dell’acino.

Resistenza alle malattie
Un po’ sensibile in generale alle crittogame per cui esige climi asciutti ed aree di coltivazione ben esposte, collinari.

Giudizio organolettico sul vino
Dà un vino di colore rosso rubino intenso, di delicato profumo vinoso e fresco, dotato di un sapore amarognolo gradevole e caratteristico, di buona alcolicità e moderata acidità, giustamente di corpo, che può affinarsi con un breve invecchiamento.


Dolcetto Rauscedo 3
Il clone appartiene a quelli denominati "delle Langhe" a grappolo medio-grande, tronco-conico, alato, giustamente compatto, quasi assente l’acinellatura, con acini medi, uniformi.
Dà una produzione buona e costante, mentre la resistenza alle crittogame ed alla tignola supera in generale quella della varietà popolazione.
Dà un vino di corpo, alcolico, dotato di un intenso sapore, molto fine.

Altri cloni in moltiplicazione:
CVT-CN22, CVT-AL275, CN69.

 

[La cooperativa] [La sperimentazione] [I cloni originali] [L'organizzazione commerciale] [I referenti nel mondo] [Cloni A-C  D-L M-O P-S T-Z  PORTINNESTI] [Home-page]